Nessuno guarda la pubblicità

La gente guarda quello che le interessa. Qualche volta è una pubblicità.

Se state leggendo questo articolo, probabilmente avete cliccato sulla foto di questa bellissima modella. Del resto, chi non lo farebbe? Ma il punto non è questo. Il punto è che l’immagine vi ha interessato a tal punto da spingervi a scoprire cosa c’era dietro. L’immagine è rilevante.

Cos’è la relevance?

In italiano forse non esiste una perfetta traduzione del termine. Diciamo che è il contrario di irrilevanza: una cosa che ci tocca, che ci interessa. Essere relevant per una marca significa giocare un ruolo chiaro, definito nella vita delle persone. Essere relevant per una comunicazione significa essere interessante, appropriata, giocare un ruolo, anche se per un breve momento.

In effetti, molto spesso il nostro messaggio pubblicitario/commerciale, la nostra richiesta di interazione è totalmente irrilevante per le persone che la ricevono. Arriviamo con lo stimolo o proposta sbagliata nel momento sbagliato, anche se magari sul target giusto. In genere la causa principale è che abbiamo ragionato su cosa interessa a noi, in quanto azienda, dire al mercato. Non abbiamo ragionato su cosa interessa alle persone sentirsi dire, su cosa hanno bisogno di sentire.

L’errore capitale è affrontare la comunicazione dal nostro punto di vista e non dal loro.

Dato che oggi le persone non sono più ostaggi passivi della comunicazione, e possono scegliere e costruirsi un proprio palinsesto di messaggi da seguire, l’irrilevanza genera il fallimento della comunicazione, e a medio termine causa un deterioramento della nostra brand image.

Dobbiamo essere consapevoli che, salvo rari casi, gli individui non sono in fremente attesa dei nostri messaggi; che gli  utenti del digitale hanno a disposizione un numero elevatissimo di contenuti e possibilità di interazione; che esiste un numero quasi infinito di entità che pubblicano in rete e che competono tutte per risorse scarse: tempo e attenzione.

Tanto che da anni si afferma che le aziende combattono non per conquistare quote di mercato, ma quote di attenzione. Così, nella attention economy, per fare business, fatturati e quote di mercato, occorre riuscire a farsi dare attenzione. Impresa non semplice, ma realizzabile con una buona strategia di comunicazione.

fonte: Strategia Digitale, Giuliana Laurita, Roberto Venturini

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